In una RSA l’ascensore svolge un ruolo molto diverso rispetto a quello che ricopre in un normale edificio residenziale, perché è utilizzato ogni giorno da ospiti con mobilità ridotta, persone in carrozzina, operatori sociosanitari, personale medico, familiari e fornitori, oltre che per movimentare letti, materiali e attrezzature.
Per questo gli ascensori in RSA rientrano tra le infrastrutture che incidono direttamente sulla continuità dell’assistenza e sull’organizzazione della struttura. Un fermo improvviso, magari per un guasto alle pulegge di rinvio per ascensore o alle bride, può rendere più difficile raggiungere reparti, ambulatori o spazi comuni e costringere il personale a modificare rapidamente attività e percorsi interni.
Ascensori in RSA: perché sono importanti
Le strutture residenziali per anziani ospitano frequentemente persone che utilizzano carrozzine, deambulatori o altri ausili e che possono avere difficoltà negli spostamenti. Un impianto adeguato permette di raggiungere i diversi livelli dell’edificio senza affrontare le scale e contribuisce a mantenere un maggiore grado di autonomia nella vita quotidiana, sia degli ospiti che del personale.
Alla funzione di mobilità si aggiunge quella assistenziale, perché gli spostamenti all’interno di una RSA riguardano attività molto diverse: per esempio raggiungere la sala da pranzo, partecipare a un’attività comune, recarsi in un ambulatorio o in un’area dedicata alla riabilitazione, oltre ai trasferimenti effettuati dal personale. In alcune strutture l’ascensore viene inoltre impiegato per movimentare letti, carrozzine, materiali e attrezzature, con esigenze di spazio e portata superiori rispetto a quelle di un normale impianto residenziale. Proprio per questo, nella valutazione di un ascensore destinato a una RSA entrano in gioco elementi che vanno oltre la semplice possibilità di muoversi tra due piani.
La precisione dell’arresto, per esempio, assume particolare importanza perché un dislivello tra cabina e pianerottolo può creare difficoltà a chi utilizza una carrozzina oppure aumentare il rischio di inciampo. Allo stesso modo, larghezza delle porte, posizione e leggibilità dei comandi, segnalazioni visive e sonore, illuminazione e sistemi di comunicazione incidono concretamente sull’accessibilità dell’impianto. Un altro aspetto centrale è la continuità del servizio e per questo la gestione dell’impianto dovrebbe considerare numero e durata dei guasti, disponibilità dei ricambi, presenza di ascensori alternativi e tempi di intervento dell’assistenza. In quest’ottica, occorre considerare anche l’età dell’impianto: un ascensore installato molti anni fa può continuare a essere utilizzato se viene mantenuto correttamente e supera le verifiche previste.
Il quadro normativo sugli ascensori in RSA
Il principale riferimento nazionale per la gestione degli ascensori è il D.P.R. 162/1999, applicabile anche agli impianti installati in RSA, case di riposo, cliniche e altre strutture sanitarie o sociosanitarie. La normativa affida al proprietario dell’edificio o al suo legale rappresentante il compito di incaricare della manutenzione personale abilitato o un’impresa specializzata e di richiedere le verifiche periodiche previste. Tuttavia manutenzione e verifica periodica sono due attività distinte: il manutentore deve intervenire con una frequenza adeguata sulle caratteristiche e sull’utilizzo dell’impianto, controllando componenti meccanici, elettrici e idraulici, oltre a porte, serrature, funi e catene; la verifica periodica dell’ascensore viene effettuata ogni due anni da un soggetto indipendente abilitato.
Per una RSA, tuttavia, la frequenza delle normali visite manutentive dovrebbe essere rapportata all’intensità d’uso. Un impianto utilizzato durante tutta la giornata da ospiti, operatori, visitatori e fornitori può essere sottoposto a sollecitazioni molto più elevate rispetto a un ascensore condominiale. Il quadro normativo comprende anche la sicurezza sul lavoro, infatti nelle strutture in cui opera personale dipendente trovano applicazione gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, che richiede il mantenimento degli impianti in condizioni adeguate e la tempestiva eliminazione dei difetti che possano compromettere la sicurezza dei lavoratori.
A questo si aggiungono i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti per le strutture sanitarie e sociosanitarie, insieme alle disposizioni regionali relative ad autorizzazione e accreditamento. Sul fronte dell’accessibilità, la UNI EN 81-70:2022 definisce i requisiti tecnici per consentire l’uso sicuro e indipendente degli ascensori anche alle persone con disabilità. Per gli impianti esistenti l’applicabilità concreta va valutata in funzione dell’intervento e delle caratteristiche dell’ascensore. Tra gli aspetti da considerare rientrano accessibilità dei comandi, segnalazioni visive e sonore, precisione di fermata, protezione delle porte e dimensioni compatibili con gli ausili effettivamente utilizzati nella struttura.
Quando parliamo di ascensori in RSA, il rispetto del quadro normativo rappresenta il punto di partenza, ma la reale efficienza dipende anche dalla capacità di adattare controlli, assistenza e caratteristiche dell’impianto alle esigenze quotidiane di una struttura che opera con persone fragili.
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