L’importanza del Seo Score

L’importanza del Seo Score

Chi si occupa di link building, è molto più intenzionato a capire e valutare l’autorevolezza di un determinato portale, con il quale è possibile confrontarsi e lavorare insieme. Naturalmente, per farlo è necessario attivare alcuni tool professionali che permettono di fornire dei parametri idonei per giudicare gli aspetti di un determinato sito, tra cui anche lo spam Score. In primo luogo è bene sapere cosa sia uno Spam Score, ed infatti non è altro che una sorta di valore che va a rappresentare di indicare la percentuale gli ho detto quello che sono le caratteristiche simili di determinati siti. Queste ultime, molto spesso, vengono anche penalizzate dallo stesso Google, che oscura la visibilità e in questo modo i siti risultano spariti dalla barra di ricerca. Per calcolare lo spam Score intervengono degli algoritmi abbastanza complessi, che vengono basati su ben 27 pattern quindi delle ripetizioni comuni a milioni di siti già esistenti, ma naturalmente penalizzati. Questi parametri sono abbastanza variegati, così come le basi sulle quali si poggiano, anche perché c’è da dire che queste possono essere basate su contenuti autorevoli o semplicemente legati a caratteristiche di un brand o di un portale online. Tale indicatore può essere considerato davvero idoneo, anche perché è il frutto di analisi dettagliate e minuziose, basate su fattori che risultano essere comuni ad altri siti, sempre penalizzati. Sono tante le persone che utilizzano lo spam Score per ottenere un metro di giudizio importante sull’affidabilità dei siti.

Spam Score: su cosa si basa?

Lo spam Score moz, come specificato poc’anzi, si basa sono circa 27 segnali pattern, che vengono analizzati dallo stesso motore di ricerca, e tra questi è possibile individuare la lunghezza del nome di dominio, ovvero ciò significa che se il nome è breve può essere molto più facilmente riconoscibile e associato ad esiti e link spam. Anche la presenza di numeri nel nome è una caratteristica frequente di questi siti, come naturalmente l’assenza completa del tag manager di Google. Infatti, come già specificato diverse volte, questi non sono altro che dei siti oscurati dallo stesso Google, quindi è impossibile che ci siano dei tag che lo riguardano e delle prestazioni del sito. I 27 pattern comprendono anche: l’assenza di un vero e proprio indirizzo mail, un numero di telefono funzionante, un account e LinkedIn associato, dei pixel di Facebook, Dei tag del DoubleClick, i font API, e naturalmente l’assenza completa delle icone per il browser. Sul sito ci sono naturalmente poche pagine presenti, dei campi per il titolo abbastanza corti, un numero di link in uscita molto alto, che si proietta verso domini unici. Inoltre, è possibile provare delle URL molto lunghe o veramente minuscole, vocali e consonanti posizionate in modo consecutivo, parole sospette come adulto o gaming, e tanti altri fattori che possono essere alla base delle scelte di Google. Il programma MOZ, per tale ragione, si propone di modificare tutti quelli che sono gli elementi valutativi, e regolarli nel tempo, in modo da rendere questo nuovo dispositivo indicatore molto più affidabile e idoneo.

La spam check

Il tool Link Explorer di Moz Pro permette di visualizzare lo spam score SEO e individuarlo sottoforma di percentuale. Questo strumento viene utilizzato per analizzare un determinato sito, e per tale ragione va ad informare su quali sono i link che rientrano nelle casistiche varie e soprattutto quelle a rischio. Se la percentuale non supera il 30% allora si può dire che il rischio è basso. Dal 31 al 60% il rischio è medio, mentre invece dal 61 al 100% il rischio può essere abbastanza alto, quindi il sito di conseguenza risulta essere piano di Spam.