Obbligo di Green Pass per le aziende private: tutto quello che c’è da sapere

Obbligo di Green Pass per le aziende private: tutto quello che c’è da sapere

Obbligo di Green Pass per le aziende private: ecco tutte le informazioni utili per aziende e lavoratori su controlli, sanzioni, gestione dei dipendenti senza certificazione verde

L’obbligo di Green Pass per le aziende private è realtà a partire dallo scorso 15 Ottobre.

Non più solo il settore pubblico, ora anche le aziende private devono organizzarsi per effettuare i controlli, evitare di incorrere in sanzioni e rimpiazzare i lavoratori senza certificazione. Vediamo quali sono tutte le disposizioni del Governo caso per caso.

Obbligo di Green Pass per le aziende private: soggetti coinvolti

Il primo dubbio da chiarire riguarda la natura dei soggetti coinvolti: si è parlato a lungo di Green Pass obbligatorio per i dipendenti delle aziende private ma in realtà l’obbligo riguarda tutti coloro che, in svariate forme, collaborano con l’azienda ed hanno accesso ai locali aziendali.

Non soltanto dipendenti con contratto di lavoro subordinato e regolarmente assunti: l’obbligo si estende anche ad altre categorie di lavoratori, dai tirocinanti agli stagisti, dai lavoratori autonomi ai liberi professionisti, fino ai collaboratori occasionali.

E se all’inizio si aveva qualche dubbio sui lavoratori di aziende partner o che hanno in appalto servizi di manutenzione, pulizia o ristorazione, il Governo con delle FAQ consultabili sul sito istituzionale ha fugato anche questi.

Sono tenuti ad esibire il Green Pass anche:

  • dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia o ristorazione
  • dipendente delle imprese di manutenzione che, anche saltuariamente, accedono alle infrastrutture, compresi i lavoratori che si occupano del rifornimento dei distributori automatici di caffè, bibite e alimenti
  • consulenti e collaboratori anche chiamati occasionalmente per attività straordinarie
  • frequentatori e prestatori di corsi di formazione
  • corrieri che recapitano posta d’ufficio o privata

Obbligo di Green Pass: modalità di controllo per aziende e PA

Anche le modalità di controllo sono un punto molto dibattuto: il Governo stabilisce che spetta alla singola azienda organizzare le operazioni di verifica dei Green Pass, individuando la modalità più consona alle esigenze aziendali e il personale incaricato di effettuare i controlli. Inoltre, chiarisce anche che ogni azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, anche a campione, ma offre alcune linee guida da utilizzare come suggerimenti:

  • evitare modalità di controllo che provochino code all’ingresso
  • per le PA, se la verifica non può avvenire prima dell’accesso ai locali di lavoro, questa si può effettuare durante la prima parte della giornata e a campione, ma coinvolgendo non meno del 20% del personale presente e con un criterio di rotazione che consenta di controllare tutti i membri del personale

L’App ministeriale “VerificaC19” resta una modalità valida, accanto alla quale però il Governo ha annunciato l’arrivo di integrazioni con altri sistemi, tese ad agevolare sia le aziende private sia le Pubbliche Amministrazioni.

Maggiori informazioni qui nella circolare completa con i chiarimenti del Governo sulle modalità di controllo qui.

Sostituzione dei dipendenti senza Green Pass

Il Governo ha offerto questa possibilità alle aziende con meno di 15 dipendenti.

Sappiamo infatti che i lavoratori che comunicano di non avere il Green Pass sono considerati assenti ingiustificati senza diritto alla retribuzione, ma con diritto alla conservazione del posto di lavoro fino al 31 dicembre 2021, data entro la quale dovranno provvedere a presentare il certificato verde.

Per le aziende con un numero di dipendenti basso, perdere uno o due lavoratori può rappresentare un problema, per questo il Governo offre la possibilità alle piccole imprese di sostituire temporaneamente il lavoratore assente tramite una sospensione di durata corrispondente a quella del nuovo contratto di lavoro stipulato per la sua sostituzione, per una durata totale di 10 giorni rinnovabili una sola volta, e comunque non oltre il termine del 31 dicembre 2021.

Obbligo di Green Pass e sanzioni

Le sanzioni sono previste sia per i datori di lavoro sia per i dipendenti, anche se per questi ultimi la multa è più salata: nel caso in cui il lavoratore venga sorpreso senza Green Pass all’interno dei locali aziendali la sanzione pecuniaria va da un minimo di 600 ad un massimo di 1500 euro.

Per il datore di lavoro negligente in fase di controllo invece l’ammenda ammonta a un massimo di 1000 euro, sempre partendo da una multa minima di 600 euro.

Per maggiori informazioni sull’obbligo di Green Pass per le aziende private consulta la circolare completa sul sito di Terrazzini qui.